lunedì 23 febbraio 2009

Certe volte...

Cantava Ligabue qualche anno fa una canzone che iniziava con "Certe notti...", ma il testo andrebbe aggiornato. Certi giorni, anzi settimana, anzi facciamo prima stiamo sul generico che è meglio: "certe volte..." Certe volte proprio ti domandi se la sfortuna si sia dotata di telemetro laser per essere sicura di non fallire il bersaglio. Mi direte: "ecco di nuovo che ti lamenti, ma guarda che tutte abbiamo i nostri guai". Sì lo so, lo dò per scontato purtroppo. E credetemi non provo nessun "mezzo gaudio" di questo male comune, tutt'altro.

Ma vi prego di aver pazienza 30 secondi come a volte ho avuto io pazienza delle mezzore ascoltando i vostri sfoghi e cercando di rincuorarvi come meglio potevo in SL (e qualcuna di voi anche in RL). Sequenza di simpatici accadimenti accaduti nelle ultime 48 ore (in verità sono due tranche in 24 ore ma facciamo un conto unico, please): portiamo nostro figlio a una festa di amici, tutto bene tutto bello. Ritorniamo alla macchina per tornare a casa dopo un paio d'ore di giochi, urla, inseguimenti e amenità varia che solo chi ha figli in età prescolare sono certa potrà capire fino in fondo quanto possano allietarci il cuore e... scassarci i timpani allo stesso momento.
Mettiamo in moto: non parte. Finita la benzina. Beh, può succedere siamo sbadati a volte e poi stando sempre in città la usiamo raramente. Siamo parcheggiati 10 metri oltre una pompa di benzina, ok, classica "bottiglia" da 2 litri di verde e in piena emergenza ce la caviamo.
Partiamo, dieci metri e sentiamo la macchina sbandare a sinistra. Ci fermiamo: gomma bucata. Ok, può capitare... si cambia la gomma e via, si riparte. Sta iniziando a piovigginare, diamo un colpo con le spazzole anteriori vah. Ci accorgiamo che non pulisce davanti al guidatore... per forza, ci hanno rubato una spazzola su due.

Settimana appresso, smaltita la rabbia e dopo (giusto per rendervene partecipi) due cartelle esattoriali materializzatesi a distanza di 3 e 5 anni all'unisono (e che sarà mai, solo poche altre centinaia di euro l'una che se ne vanno, evviva!), una litigata con il nostro gestore mobile (ci ha addebitato un migliaio di euro di servizi mai richiesti, abbiamo troncato il rapporto non senza dover pagare saldo e stralcio tutto in una volta, per essere sicuri di aver chiuso per sempre ogni pendenza), una richiesta del condominio di pagamento di non meglio precisato saldo per lavori fatti negli anni passati che il nuovo amministratore ha riscontrato non pagati interamente (soprassediamo ogni commento che già ne abbiamo fatti noi "dal vivo" e pure piuttosto coloriti). Nuova festa di bimbi (è il periodo, tra compleanni e carnevale ne abbiamo una a settimana per tutto il mese), stavolta non ci facciamo fregare, si va a piedi, tanto fortunatamente non piove e siamo a mezzo chilometro di distanza. Arrivo trionfante a 100 metri dal traguardo e... a momenti volo per terra: guardo angosciata i miei tronchetti e... no, il tacco è integro. Peccato che quello di sinistra abbia la suola in gomma per metà scollata che pare il becco di Paperino quando resta sgomento di fronte alla jella. Quanto lo capisco.... Parcheggiamo il figlio alla festa, cerchiamo un negozio di scarpa con un buon rapporto qualità/prezzo e salutiamo il mio vecchio paio di scarpe, appena sostituito da un paio nuovo fiammante.

Usciamo guardinghi per andare a recuperare il figliolo, camminando rasente ai muri e tenendo d'occhio che non si parino dinnanzi gatti neri, jettatori o angeli della morte. Con la fortuna che abbiamo in questo periodo prima di farci volare a gambe all'aria chiederebbero di saldare, possibilmente in contanti, regolare fattura per prestazione d'opera d'ingegno, suppongo. E per fortuna che c'è SL, dove sto a incazzarmi ma alla fine mi basta spegnere il pc per azzerare ogni sfiga. Fosse facile così in RL non sarei qui a lamentarmi, per la mia e la vostra miglior sorte.

sabato 21 febbraio 2009

Le maschere di Second Life

Perchè ci rifugiamo in Second Life? Per sfuggire alla nostra prima vita, altrimenti presto o tardi troveremmo noioso questo mondo sintetico dove puoi fare di tutto ma alla fine spesso non fai nulla, o fai sempre le stesse cose. Compri abiti disegnati per soddisfare la vanità del tuo ego, affitti ville di cui potresti fare a meno (tanto quanto scolleghi il tuo avatar svanisce neh, mia cara "picchiatasti"), ti inventi persino dei lavori. Io, grande super pr e modella internazionale. Io, amica carissima di 325 amiche carissime. Io, artista, fotografa, ninfomane, etero-curiosa, virtual-lesbo-chic. Io, io, io.

Vi accorgete che Second Life è solo un contenitore in cui nuotano i nostri spaventosi (e spaventati, dal sapore della vita autentica) ego? E così che facciamo quando ci rompiamo le scatole? Mica torniamo in RL, ennò là sono tutti brutti e cattivi, ci fanno male. Mica proviamo a fare nuove cose con nuove persone. Facciamo prima, ci mascheriamo in fondo sin dalla nascita scegliendoci il pupazzetto più simpatico no? E allora mascheriamoci ancora un poco, ma sì. Facciamo fesse tutte, tanto son tutte fesse no? Ma sì va, che va bene lo stesso, che avremo sempre una scusa: il lavoro incerto, la salute inferma, gli amici o i parenti che soffrono.

E giù a cambiar maschera, a giocare con questa o con quella, a prenderci e prenderle in giro tutte. Come faccia l'ego nostro a non accorgersi di questa contraddizione è un mistero, come si possa voler restare fedeli a se stesse e alle proprie amicizie e partner virtuali ma allo stesso tempo prenderle in giro è veramente qualcosa che non comprendo. Io mi sento sporca ogni volta che uso i miei alias, perchè ovviamente signore non sto sul pulpito (troppo comodo...) son falsa anche io, anche se ho ancora l'illusione di esserlo meno e meno dolorosamente (per le mie amiche) di altre. Altre non sembrano farsi di questi problemi. Mi si dice: dopo una giornata di stress non voglio pensare o avere ulteriori responsabilità. Ma sì, fai così, non pensare è meglio amica cara.

Magari però poi non sbranare quell'altra amica nostra che, poveretta, si lamentava di certi tratti un po' snobistici e autoreferenziali che si notano in tanti settori di SL, compreso il fashion, volendole spiegare che la colpa è in fondo di chi non sa impegnarsi e prendersi i suoi impegni e responsabilità in SL. Ma come, non era un gioco? Non potevamo (è carnevale, allegria! E al Best of Italian facciamo pure la sfilata... e ovviamente sfilo pure io, maschera tra le maschere) sceglierci tutte le maschere che più ci aggradano? No? Non ho capito bene? Potete sempre voi, non noi? Aaah.. capito... Come diceva quella canzone?

Empty spaces - what are we living for?
Abandoned places - I guess we know the score...

On and on!
Does anybody know what we are looking for?

Freddie caro, avevi capito tutto da un pezzo. In tutti i sensi. Amen.