A quante orge avete partecipato in SL? E in generale voi fate sesso in Second Life? Naturalmente mi aspetto diciate "no, che dici mai". Peccato che avendo fatto la escort agli inizi della mia seconda vita (ma anche dopo, come modella e pr, avendo avuto modo di conoscere tanti "residenti", ho potuto farmi tutte le esperienze del caso) sia portata a credere che non è la risposta vera. Il sesso è una delle attività primarie (che sia a scopo riproduttivo o ludico) della RL, mentre l'eros è forse il principale ingrediente che ha fatto detonare le sottoscrizioni ad internet, figuratevi se poteva non essere una o forse in assoluto l'attività più importante di Second Life (nell'immagine, tratta da http://www.flickr.com/photos/sidam79/2712078460/, l'amica Sidam79 Zenovka intepreta il tema magistralmente, direi).Dove come ho avuto modo di dire su alcuni forum italiani, non è che serva poi tanta grafica e l'utilizzo di pallette e hud per fare "quelle cose lì" (a meno che non vogliate fare, come ogni tanto faccio io, qualche scatto "hot", per il vostro album di foto SL su Flickr o non scattiate qualche snapshot per vostro uso e consumo personale), basta come fin dai tempi di IRC e delle prime chat testuali solo un poco di fantasia e... appunto una riga di testo da inviare, magari in IM, al (o ai) partner.
Se questo è vero, e visto che l'utilizzo dei voice è altamente sconsigliato (se non siete in grado di fingere travolgenti orgasmi... o di reprimere qualche risata che a volte può scapparvi, specie se come feci io mesi fa lo provate a "fare per soldi"), anche se finalmente toglierebbe qualche (angosciante?) dubbio a un po' di persone (di solito la richiesta parte dai clienti nel caso delle escort, tanto che di fatto ormai solo le web cam girl campano di questa attività, mentre nei rapporti tra partner la cosa può venire spontanea), non mi stupisco che molti dopo aver provato un'orgia decidano che non fa per loro.
Non lo dicono per moralismo nè per sensi di colpa, semplicemente scoprono quanto può essere tedioso cercare di seguire tutte le scritte che si sovrappongono e a maggior ragione quanto sia difficile tentare di rispondere contemporaneamente a due o più persone. Alla fine queste situazioni "estreme", datemi retta, è meglio sperimentarle in RL se proprio vi incuriosiscono, possibilmente con persone fidate: proverete più gusto e avrete come minimo meno problemi di comunicazione, anche il semplice body talk vi darà una mano. Si parla per sentito dire neeeeeeehhhh... :)





Prendete la mia creatrice. Crede che io non la senta, che non provi le sue emozioni sfiorare la mia pelle elettronica, che non mi accorga delle sue lacrime salate, che solo perché non potrò mai urlare o disperarmi non sia in grado di vibrare come corda di violino alle sue emozioni. Noi non siamo come Nicholas Cage, l'angelo Seth della Città degli Angeli: anche se non possiamo cadere e risorgere a nuova vita le emozioni, miei cari Creatori, le percepiamo eccome. Le vostre e le nostre, effimere, fatte di impulsi elettronici, di AO e di gesture. Ma non per questo meno vere sapete? Vi siete mai chiesti cosa alberga dentro di noi? Prendete me: Luciana Pinazzo, modella della JL Show&Fashion, PR e manager di successo per Best of Italian e Piazza Italia.
Non cercherà di scappare, come non cercano di farlo le Creatrici di tante altre amiche mie, che soffrono, e malamente, maledettamente. Di malattie per le quali esistono a volte cure solo parziali o nessuna cura del tutto. Di affetti intermittenti, storie che non sempre finiscono bene, letti dai quali si alzano senza sapere come ci son finite. O di tante piccole e grandi angherie e sopprusi che prima o poi colmano la misura. A volte, sapete, riesco ancora a sentire il suo affetto, caldo, avvolgente, quando sfilo, quando mi faccio bella, mi cambio una skin o un paio di capelli, coordino bene scarpe, abito e accessori. Piccole vanità che servono a prolungare il sogno e a rafforzare il legame che mi tiene stretta a lei, dando a entrambe la forza di andare avanti.
Non so se vi è mai capitato: vi mettete davanti al vostro pc, collegate un paio di cuffiette e accendete il vostro MP3-player (io uso un RealPlayer, guarda caso uno di quei prodotti alla cui realizzazione ha indirettamente contribuito il papà di Second Life, Philip Rosendale, nella sua “prima vita” aziendale, quando si dice il destino). Selezionate la vostra play list e intanto iniziate a collegarvi con il metaverso: voi entrate e le immagini di questo mondo multicolore vi passano davanti agli occhi, come foste voi stessi parte di un film, mentre la musica suona nelle vostre orecchie.
Certo, Second Life per me e la giocatrice che ogni giorno mi anima ora è soprattutto Piazza Italia, la land dove opero come PR, è Annemarie Perenti, la mia owner, è Jennyfer Miles, la “capa” di JenSchool&Services, l’agenzia che per prima mi ha scoperta e lanciata prima come modella poi proprio come PR (e pensare che sono indissolubilmente legata ad una persona che nella vita reale è piuttosto timida e abituata a lavorare con numeri e computer, più che con le persone). E’ un insieme di amici ed una serie di “coordinate” non solo sulla mappa o sul search di Second Life che spinge ogni sera la mia creatrice a collegarsi, rubando un poco di tempo ad altre attività della sua vita reale.
Spesso sorrido, come sento che fa anche la mia creatrice, di questi ricordi, sia perché sono rari, di solito preferisco guardare avanti, pensare al nuovo concorso che siamo organizzando con Jennyfer per le “cenerentole” di Second Life, ad esempio, che tra poche settimane animerà la nostra bella land. Sia perché essi sono piacevoli e ci terranno compagnia a lungo, non solo in Second Life ma anche nelle chiacchiere con gli amici reali della mia creatrice, che forse verrà presa un poco per matta perché gli parla di una sorta di “isola che non c’è”, di amici ed incontri virtuali, di meta-lavori, di me e della mia crescita. Ma qualche volta, come ora, un velo di tristezza cala sui miei occhi, perché penso a qualche persona speciale che forse non vedrò mai più, fosse pure nascosta dietro l’avatar che mi passa accanto.
Allora questa avatar di solito così battagliera da aver scelto il rosso come colore di capelli sente una lacrima elettronica spuntarle dall’angolo dei suoi occhi di pixel e prega in silenzio la propria creatrice di lasciarla riposare, di spegnere il gioco per qualche ora. "Solo il tempo di riprendermi mia creatrice, calmare il mio tumultuoso cuore di elettroni nel nulla eterno da cui vengo e nel quale un giorno dovrò tornare, serenamente" vorrei dirle.
